EVENTI REALIZZATI
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Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese rappresenta una delle realtà più importanti della viticoltura italiana, custode di una tradizione che trova nel Pinot Nero e nel Metodo Classico una delle sue massime espressioni.
Sabato 16 maggio, presso l’Hotel Belstay, abbiamo vissuto una serata intensa, coinvolgente e ricca di contenuti, alla scoperta di un territorio che possiede identità, storia e potenzialità immense, ma che ancora oggi non occupa il posto che meriterebbe nel panorama vitivinicolo italiano e internazionale.
Un ringraziamento speciale va al nostro Delegato Roberto Parrilla, anima e punto di riferimento dell’intera serata, che con grande impegno e passione ha organizzato e coordinato un incontro di altissimo livello, capace di valorizzare al meglio il territorio e i vini dell’Oltrepò Pavese.
Un sentito grazie anche a Stefano Calatroni, prestigioso produttore dell’azienda Calatroni e rappresentante del Consorzio, che con professionalità, competenza e grande capacità comunicativa ci ha accompagnato in un percorso degustativo ricco di contenuti, racconti e approfondimenti capaci di trasmettere l’identità più autentica del territorio.
Un ringraziamento va inoltre alla Delegata di Civitavecchia Debora Piscopo, presenza sempre gradita e simbolo del forte legame tra le delegazioni, e a Fabrizio Ercolani per il contributo offerto alla riuscita della serata.
Una serata dedicata alla scoperta di Alta Langa, territorio simbolo della spumantistica d’eccellenza italiana e culla del primo Metodo Classico storico del Piemonte.
Nel corso della masterclass abbiamo approfondito le caratteristiche distintive della Alta Langa DOCG, analizzando terroir, altitudini, vitigni e tecniche produttive che rendono questi vini un punto di riferimento nel panorama delle bollicine italiane.
Attraverso una degustazione guidata di diverse etichette, i partecipanti hanno potuto esplorare l’eleganza e la complessità di spumanti ottenuti principalmente da Pinot Nero e Chardonnay, affinati a lungo sui lieviti e capaci di esprimere freschezza, struttura e straordinaria finezza aromatica.
L’incontro ha rappresentato un viaggio tra le colline piemontesi, alla scoperta di un territorio unico dove tradizione, identità e innovazione si incontrano per dare vita a un Metodo Classico di altissimo livello, oggi riconosciuto tra le eccellenze dell’enologia italiana.
Le serate organizzate da FISAR Roma e Castelli Romani rappresentano momenti di incontro, cultura e condivisione che hanno coinvolto negli anni appassionati, professionisti e realtà del territorio in tutta la provincia.
Questa raccolta fotografica racconta l’impegno e la passione dei nostri sommelier durante degustazioni, eventi, masterclass e serate tematiche ospitate in ristoranti, enoteche, location storiche e spazi dedicati alla cultura del vino.
Ogni immagine testimonia la volontà di diffondere la conoscenza enologica attraverso professionalità, convivialità e spirito associativo, valorizzando il legame tra vino, territorio e persone.
Un viaggio fatto di calici, racconti ed emozioni che continua a portare la cultura del vino in tutta la provincia di Roma e dei Castelli Romani.
Una serata esclusiva dedicata alla scoperta del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria e di una delle denominazioni più rappresentative del panorama enologico italiano.
Nel corso della degustazione guidata sono stati presentati nove vini selezionati di Primitivo di Manduria DOC e DOCG, espressioni autentiche di un territorio unico, caratterizzato da clima mediterraneo, suoli ricchi di storia e una tradizione vitivinicola profondamente radicata.
Attraverso il confronto tra diverse interpretazioni del Primitivo, i partecipanti hanno potuto apprezzarne la straordinaria versatilità: vini intensi, avvolgenti e complessi, capaci di coniugare struttura, eleganza e ricchezza aromatica.
La degustazione ha offerto un approfondimento sui diversi stili produttivi, sulle caratteristiche del vitigno e sull’importante lavoro svolto dal Consorzio nella tutela, valorizzazione e promozione di una delle eccellenze più iconiche della Puglia.
Un’esperienza sensoriale coinvolgente che ha accompagnato i partecipanti in un viaggio tra profumi, tradizione e cultura del vino del territorio di Manduria.
75 partecipanti alla replica della Masterclass dedicata al riesling renano promossa dalla nostra delegazione e condotta dal prof. Antonio Mazzitelli, in un viaggio al limite dell’onirico tra sensazioni, ricordi personali e paralleli artistici. Sei vini in degustazione in un’affollata sala dell’Hotel dei Congressi sovente teatro di queste degustazioni, con la consigliera Agata Seminara ad aprire la serata e i nostri sommelier Maria Grazia, Gabriele e Gaspare a rendere palpabile con il loro impeccabile servizio, le nostre sensazioni.
Riesling Renano e non riesling e basta, come sottolineato dal relatore, perché non tutti i riesling sono uguali e non tutti i territori dove viene coltivato sono simili. Siamo stati in Mosella, in un territorio in cui le parcelle sono divise verticalmente e non orizzontalmente e la differenza di sensazioni viaggia da filare a filare, in un gioco di equilibrio tra acidità e residuo zuccherino che è tipico del riesling renano e della Mosella. Intanto Buona Pasqua ma restate in allerta che le sorprese non sono finite.
Un territorio nato dal fuoco, modellato dal tempo e custodito dalla vite.
Le colline dei Castelli Romani affondano le loro radici nell’antico Vulcano Laziale, un paesaggio di crateri, lave e suoli minerali che ancora oggi definisce il carattere dei suoi vini.
Qui la vite trova un equilibrio particolare: altitudine, escursioni termiche, esposizioni favorevoli e terreni di origine vulcanica danno vita a vini di freschezza, sapidità e riconoscibile identità territoriale.
Dalle pendici di Frascati fino alle aree di Marino, Monte Compatri, Grottaferrata, Genzano e Velletri, ogni vigneto racconta una sfumatura diversa di questo grande mosaico geologico e culturale.
Questa sequenza fotografica vuole accompagnare lo sguardo attraverso paesaggi, vigne, dettagli di terra e gesti di cantina, per raccontare il dialogo continuo tra natura, storia e lavoro dell’uomo.
Un invito a leggere nel calice la memoria profonda del Grande Vulcano Laziale.
Un’isola scolpita dal vento, dal sole e dal respiro del mare.
Pantelleria è terra di pietra lavica, muretti a secco, terrazze affacciate sull’acqua e vigneti che sembrano nascere dalla roccia.
Qui la vite cresce bassa, raccolta, protetta. L’alberello pantesco — frutto di una sapienza antica — custodisce la pianta dal vento costante e ne accompagna il lento equilibrio con un ambiente severo e straordinario.
In questo paesaggio di luce intensa e di contrasti, il suolo vulcanico, la salsedine e le forti escursioni tra giorno e notte imprimono ai vini carattere, profondità e una riconoscibile impronta mediterranea.
Pantelleria racconta una viticoltura di pazienza, di gesti misurati e di legame profondo con la terra. Ogni filare, ogni pietra, ogni grappolo porta con sé il lavoro dell’uomo e la memoria dell’isola.
Questa sequenza fotografica accompagna lo sguardo tra vigne, paesaggi e dettagli di vita agricola, seguendo il dialogo continuo fra natura, vento e cultura.
Un invito a scoprire, nel calice, l’anima viva dell’Isola del Vento.
Un territorio di confine, fatto di colline, luce e silenzi.
Nel Collio il paesaggio accompagna il cammino della vite, disegnando un mosaico di vigne che dal nord al sud raccontano sfumature diverse di uno stesso carattere. Qui il Pinot Bianco trova una delle sue espressioni più raffinate. Le ponche — antica alternanza di marne e arenarie —, il clima mitigato dalle correnti dell’Adriatico e la protezione delle Alpi creano condizioni ideali per una maturazione lenta, capace di custodire freschezza, precisione ed equilibrio. Questo viaggio attraversa il Collio seguendo il filo del territorio, delle esposizioni, delle altitudini e delle diverse interpretazioni che ogni vigneto sa offrire. Un percorso che mette in dialogo paesaggio, geologia e sensibilità produttiva. A guidare questo itinerario sarà Paiolo Paeira, che accompagnerà il racconto del territorio e delle sue identità, offrendo chiavi di lettura, riferimenti e prospettive lungo il cammino.La degustazione di dodici vini permetterà di seguire questo percorso nel calice: dodici espressioni di Pinot Bianco che, da nord a sud, daranno voce alle molte sfumature del Collio. Questa sequenza fotografica accompagna lo sguardo tra vigne, terre e gesti di cantina, per leggere nel paesaggio la trama profonda di un grande territorio del vino. Un invito a scoprire, nel calice, l’eleganza, la precisione e la voce autentica del Pinot Bianco del Collio.
Un paesaggio di colline, luce e orizzonti aperti tra l’Adriatico e l’entroterra marchigiano.
Il territorio di Offida racconta un equilibrio antico tra natura, coltura e presenza dell’uomo, dove la vite trova da secoli una delle sue espressioni più autentiche. Qui i vigneti seguono il ritmo morbido delle colline, accompagnati dai venti del mare e da un mosaico di suoli che contribuisce a definire personalità, freschezza e profondità dei vini. Questa gita ideale attraversa il territorio dell’Offida DOCG come un racconto fatto di paesaggi, borghi, vigne e memoria agricola. Un itinerario che invita a leggere nel territorio la trama culturale e produttiva che ne ha costruito l’identità. L’incontro si svolge nell’Enoteca Regionale delle Marche, luogo di confronto e di conoscenza, dove il racconto del territorio trova naturale continuità nel calice. La degustazione di otto vini accompagnerà questo percorso, offrendo otto interpretazioni capaci di restituire sfumature, caratteri e voci diverse di una stessa terra. Questa sequenza fotografica accompagna lo sguardo tra colline, filari e dettagli di cantina, seguendo il dialogo continuo tra paesaggio, lavoro e cultura del vino. Un invito a scoprire, nel calice, l’identità viva del territorio di Offida.
Un viaggio tra storie di successo, passione e imprenditorialità al femminile nel mondo del vino.
Un incontro dedicato alle voci delle donne che, con competenza, visione e determinazione, contribuiscono ogni giorno a costruire e innovare il settore vitivinicolo. Protagoniste di questo percorso sono esperienze diverse, unite da un filo comune fatto di identità, territorio e impresa. Tra le relatrici:
Sala Giusto, fondatrice di Roma Wine Experience;
Ilaria Palumbo, enologa e amministratore di Lami;
Lucilla Rossella Macchia, presidente del Consorzio Roma DOC;
Giovanna Cunetta, sommelier e amministratore di Molino e Tenuta San Leo;
Eleonora De Venuti, giornalista e imprenditrice Food & Wine. Il convegno diventa così uno spazio di confronto e narrazione, in cui il vino non è solo prodotto, ma anche cultura, relazione e visione imprenditoriale. Questa sequenza fotografica accompagna lo sguardo tra i momenti dell’incontro, i volti, i gesti e le testimonianze, restituendo la forza di un racconto corale al femminile. Un invito a scoprire, attraverso le storie delle protagoniste, il valore dell’imprenditorialità femminile nel mondo del vino.





























































































